Perche' Venezia e' nella melma

Direttore Gazzettino Luigi Bacialli



Dietro le quinte dell’emergenza

Il poeta direbbe che ogni tanto la laguna si solleva per abbracciare Venezia e le sue pietre d'Istria.Il veneziano con la casa nuovamente in ammollo e la camera da letto che galleggia in cucina e' altrettanto romantico: questi politici che ci inondano di parole e nulla fanno vadano a dar via eccetera.

Ieri, con l'acqua alta a "soli" 124 centimetri, Venezia era uno straccio. Meglio, un moccio Vileda. Sono stati avvistati: un levriero afgano con l'acqua alla gola tipo mostro di Loch Ness; un signore che faceva il surf su un pannello di legno; turisti infilati nei sacchi della spazzatura; il solito esagerato in muta da sub.Dagli androni allagati uscivano, sospinte dalla corrente, le scoasse. Sacchetti "umidi" e cartoni fradici della differenziata che erano pronti per la raccolta di oggi; domani, in caso di acqua alta, sara' la volta dei materiali "multi-leggeri": bottiglie di plastica, lattine, altri contenitori di dimensioni e fogge varie che veleggiano per campi e campielli in una specie di naumachia, non al Colosseo ma a San Marco. Vanno a zonzo, e per descrivere la scena ci vorrebbe Montanelli che dopo l'alluvione di Firenze dedico' un articolo di humour nero alla bara sgusciata da un palazzo, con i parenti del caro estinto affacciati alla finestra che urlavano "nonnino, nonnino, non far bischerate, torna indietro!".

Ma a Venezia i veri naufraghi ancora una volta sono i negozianti e i residenti nelle loro piscine private al piano terra. Ormai sono convinti di essere le vittime di una precisa strategia politica: allontanare dalla Cittą, complice l'acqua alta, tutti coloro che ci vivono. Non a caso ogni anno 2 mila persone se ne vanno. In fondo, alle Disneyland non servono abitanti ma visitatori che vanno e vengono. E che dal fruttivendolo-Cartier per una mela pagano un capitale.I residenti sono d'impaccio, quindi affitti proibitivi. In molti sestieri e' difficile trovare una drogheria, una merceria, un tabaccaio. Le vecchie botteghe sono in via di estinzione. Maschere, vetri e boutiques, invece, come se piovesse.

In tutto il mondo sono sistemati, vicino ai maxiparcheggi, cartelli che indicano la direzione per il centro. Non a Venezia, in Piazzale Roma, dove incontri gente che ti chiede dove sia Venezia. L'abbiamo gia' scritto qualche anno fa ma nulla e' cambiato: perche' se i turisti sapessero da che parte andare andrebbero a piedi e non finirebbero sui vaporetti, sui taxi e sulle gondole. Devono pur vivere queste consorterie e continuare a tenere in pugno la Cittą, insieme al sottobosco pubblico amministrativo parassitario, osteggiando ogni minimo cambiamento. E Venezia e' ingessata perche' non c'e' politico che voglia prendere decisioni impopolari, foriere di un minor numero di voti. Cosi' al Tronchetto il turista e' alla merce' dei tanti abusivi raccontati da Marco Paolini, quelli con il cappello con visiera e la scritta Hotel Excelsior anche se non ne esistono di Excelsior a Venezia, ma e' un logo che rende credibili e affidabili. Come quelli che sui vaporetti annunciano, davanti alla stazione, non Railway ma Royal Station. Suona meglio.

A San Giuliano ci sono due signori in divisa e berrettino che sembrano vigili ma sono posteggiatori. Il foresto arriva, finisce in un parcheggio in terraferma che costa meno, ma poi a Venezia puo' arrivare solo via acqua. Per i residenti i garage sono preclusi.

Venezia e' piena di venditori ambulanti: sembrano straccioni ma non lo sono. Con quello che guadagnano si fanno la villa a Marcon o a Spinea e vanno in vacanza alle Seychelles. Sono queste le lobby che nell'anno di grazia 2004 hanno in mano l'ex Repubblica marinara, grazie anche alle aderenze che vantano presso alcuni uffici pubblici.Le poche antiche e nobili famiglie rimaste e i pochi veneziani doc sopravvissuti contano come il due di briscola. Piangono senza intervenire in alcun modo, rassegnati al peggio. Per cui, dietro le quinte dell'emergenza, si va avanti senza decidere e facendo finta di voler risolvere i problemi. Per esempio con una lotta al moto ondoso piuttosto strana visto che in bacino San Marco passano navi piu' grandi di Palazzo Ducale provocando degli tsunami.

Come avviene spesso in questo paese, c'e' una minoranza proterva che comanda e una maggioranza che subisce e lascia correre. Cosi' purtroppo Venezia affonda e temo affondera' ulteriormente, legata come un salame, con o senza Mose, nell'acqua alta e nella melma.

 

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