I
raggiri agli anziani
Sono soprattutto gli anziani over 65 in Italia le vittime delle truffe.
Dal 2001 al 2003 le truffe sono aumentate del 471%, passando da 38.934 a
187.858 come indica l'annuario Istat. Il 70% dei raggiri colpisce anziani soli.
Piu' di 300mila denunce per truffe agli anziani nel triennio 2003 -2004 -2005. Il
40% delle truffe colpisce gli over 60, il 30% delle truffe colpisce invece i
minorenni.
Lavoro a domicilio.
Le offerte arrivano tramite lettere personalizzate e sono quasi tutte
truffe, che si riconoscono perche' viene chiesto un deposito o una
“cauzione”intorno ai 50 euro. Poi la ditta sparisce o con mille scuse non paga
il lavoro.
Investimento sicuro.
L’annuncio sul giornale parla di un investimento sicuro, per raddoppiare il
capitale in un anno. Bisogna spedire un coupon per ricevere la visita in casa di
un rappresentante molto ciarliero, che propone l’istallazione in bar e locali
pubblici di distributori automatici o apparecchi da divertimento, previa firma
di un contratto e acconto di 10.000 euro. E’ una truffa, sembra che si
occuperanno di tutto loro ma non e' vero, si tratta di un contratto-capestro ove
sembra che se l’affare va male rimborseranno i soldi, ma non e' vero, e' tutto
congegnato per rendere l’anziano inadempiente e incamerare la caparra di 10.000
euro.
Bollette “civetta”.
Si riceve una bolletta con allegato conto corrente intorno ai 150 euro, che
sembra la tassa sui rifiuti o altro tributo dovuto, invece e' soltanto
l’abbonamento a una rivista fantasma che imita le bollette da pagare veramente.
Fare quindi molta attenzione all’intestazione. Perche' una volta pagata non c’e'
piu' niente da fare.
Telemarketing.
Generalmente agli anziani piace stare al telefono, soprattutto se ricevono
la telefonata di un simpatico e cortesissimo interlocutore che deve fare un
sondaggio d’opinione su argomenti domestici e che alla fine propone l’acquisto
in contrassegno postale di un oggetto domestico nuovo e utilissimo per un cifra
molto contenuta, in genera tra i 20 e 30 euro. Spesso si tratta di raggiri: per
esempio, un “appendiabiti universale” e' risultato un semplice chiodo con una
grossa capocchia e un “essiccatore ecologico per biancheria” un filo con qualche
molletta da bucato.
Televendite.
Stesso discorso. In molti casi la cosa ordinata e' diversa da quella mostrata
in televisione e costa assai piu' che nei negozi.
Premi fasulli.
Arriva a casa una lettera accompagnata da molte carte colorate, che
annunciano la vincita di un premio di 10.000 euro. Per averlo bisogna rispedire
il certificato di vincita alla ditta, allegando vagli postale e 25 euro per
“spese amministrative”. Spediti i soldi, non se ne sapra' piu' niente. Ma ci sono
altri esempi analoghi.

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