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Parto

Le problematiche tecniche e, soprattutto, medico-legali del travaglio di parto e del parto sono di natura estremamente delicata. Infatti nessuno, a parte lo specialista in ginecologia ed ostetricia, deve sentirsi autorizzato a ritardare l’ospedalizzazione in caso di sospetto di travaglio di parto.

E’ da raccomandare la massima prudenza anche quando le proprie conoscenze e la propria esperienza evidenziano una situazione prevedibilmente tranquilla: la diagnosi e l’assistenza sono esclusiva competenza del personale specializzato!

In caso di urgenza non fate i conti con le contrazioni. Sicuramente la rottura delle membrane deve consigliare l’ospedalizzazione immediata.

Di rado, ma succede, ci si puo' trovare di fronte ad un parto precipitoso. Sicuramente bisogna comunque provvedere al trasporto in ospedale. E’ importante chiedere alla donna se la gravidanza e' stata fisiologica o meno, se e' a termine e se all’ultimo controllo sono state riscontrate o sospettate anomalie di qualsiasi genere e, in particolare, della presentazione fetale.

Assistenza al parto spontaneo "di vertice"

  1. La paziente viene aiutata a mettersi in posizione ginecologica e vengono disinfettati i genitali esterni. Se l’assistenza viene prestata da personale autorizzato si svuotera' la vescica con un catetere e si posizionera' una cannula venosa periferica.
  2. Durante l’espulsione della parte presentata si attuano le manovre di protezione del perineo (e’ la regione anatomica piu' o meno a forma di rombo che comprende i genitali esterni -anteriore- e l’ano -posteriore-). Ci collocheremo o di fronte o alla destra della partoriente applicando la mano sinistra sulla parte superiore della vulva e con essa si cerchera' di rendere graduale l’espulsione della testa. La mano destra verra' applicata contro il perineo posteriore in modo che il palmo sia a diretto contatto con il perineo e che la commissura vulvare posteriore sia compresa tra pollice ed indice divaricati. Una garza tra la mano e il perineo consente una migliore presa sui tessuti.
  3. Si invitera' la donna a spingere col torchio addominale, a glottide chiusa (cioe' trattenendo il respiro), solo durante le contrazioni uterine.
  4. Una volta fuoriuscita la testa fetale, asseconderemo la rotazione esterna ponendo le due mani a piatto sui parietali del feto (le zone laterali della testa), quindi trazioneremo in basso per consentire il disimpegno della spalla anteriore sotto l’arcata pubica. A quel punto la trazione sulla testa sara’ rivolta verso l’alto ed anche la spalla posteriore si divincolera'. Il tronco e gli arti seguiranno senza problemi.
  5. A parto avvenuto si afferreranno le caviglie fetali cercando di mantenere il neonato alla stessa altezza della madre e si tagliera' il funicolo tra due pinze di Kocher o tra due legature. In caso di emergenza va bene anche un filo qualsiasi, meglio se grosso, che dovra' essere stretto saldamente.
  6. Si aspireranno le vie aeree superiori del neonato e dopo averlo lavato con acqua tiepida si avvolgera' in una coperta.
  7. Si attendera’ il secondamento ovvero l’emissione della placenta. Utile il massaggio in senso circolare dell’addome.
Nessuno deve farsi prendere dalla tentazione di fare da solo. Comunque vada, la donna deve essere visitata dal ginecologo e il neonato dal pediatra neonatologo.

 

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