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Dalle Maldive all'Italia, dieci paradisi da salvare

L'allarme lanciato da una ricerca del Centre for Future Studies di Londra

Tra i problemi, "Malaria in Spagna e afa insopportabile sulla costa Amalfitana"

Turismo di massa e clima impazzito rischiano di distruggerli entro il 2020

LONDRA - Salvate le Maldive. Salvate la Grande Barriera Corallina. Salvate le paludi delle Everglades. Salvate la costa della Dalmazia. E la costa amalfitana. E Goa. E l'acropoli di Atene. E la valle di Kathmandu. E qualche altra delle "meraviglie del mondo" che rischiano di essere danneggiate irreparabilmente o addirittura di scomparire sotto i colpi di un duplice nemico: il cambiamento climatico e il turismo di massa. Un rapporto preparato dal Centre for Future Studies di Londra ha lanciato l'allarme in questi giorni sulle destinazioni turistiche in pericolo: entro il 2020 alcune di queste localita' potrebbero essere cosi' calde da convincere i turisti a passare le vacanze verso lidi piu' a nord; e altre potrebbero essere talmente sovraffollate da richiedere un sistema di "quote", con un numero massimo di visitatori ammessi al giorno, al mese o all'anno, per evitare il disastro.

L'allarme diventa ancora piu' serio per le previsioni a medio e lungo termine: intorno all'anno 2080, afferma la ricerca, l'intera area del Mediterraneo potrebbe avere temperature africane mediamente al di sopra dei 40 gradi, perlomeno in estate. "Turisti inglesi o tedeschi, per quella data, troveranno un clima piu' adatto alle vacanze nei propri paesi", osserva il professor David Viner, uno dei piu' autorevoli studiosi britannici del surriscaldamento del pianeta.

Intitolato The future of world travel (Il futuro del turismo mondiale) e anticipato dall'Independent e da altri giornali inglesi, il rapporto contiene un elenco delle destinazioni "a rischio" con una serie di scenari di quello che potrebbe accadere in ciascuna regione.

Per quello che riguarda in particolare l'Italia, la previsione e' che le ondate di calore durante i mesi estivi saranno sempre piu' frequenti, causando non soltanto giornate ma anche notti insopportabilmente calde e umide. Nel giro di quindici anni, la costa amalfitana e la Toscana avranno almeno venti giorni di secca in piu' all'anno rispetto al presente, e questo aumentera' la possibilita' di incendi. Nel sud della Spagna la situazione sara' anche peggiore, creando un habitat favorevole alla diffusione di zanzare che trasmettono la malaria.

Allo stesso tempo, l'aumento del turismo di massa, favorito in certe regioni dal fenomeno dei voli a basso costo, potra' rendere alcune zone talmente popolate da turisti da travolgere le strutture esistenti. Il Nepal si riempira' di sciatori come un villaggio alpino, prevede ad esempio il rapporto. La Grande Barriera Corallina in Australia e le isole Maldive perderanno la loro caratteristica bellezza sotto l'assedio sempre piu' massiccio del popolo dei vacanzieri.

La soluzione? Imporre quote per ridurre il numero dei visitatori. "Via dalla pazza folla" non sara' piu' solo uno slogan per chi ama vacanze "intelligenti", ma forse diventera' un imperativo per tutti.

 


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