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Telefono blu contro i semafori truccati

Scandalo T-Red, decine di ricorsi al giorno


Semaforo20 SET 2008. “Finalmente i nodi arrivano al pettine e qualcuno inizia a pagare veramente per la truffa dei T-Red, i semafori che colpiscono le tasche degli italiani”. Esulta Telefono Blu dopo la scoperta della guardia di finanza di manipolazioni delle apparecchiature in 29 comuni sull’intero territorio nazionale, tra cui anche un comune del ferrarese.

 

“Una spregiudica e politicizzata ideologia ha portato alla follia di pensare di ridurre milioni di italiani costretti ad usare l’auto per bisogno, a piccoli delinquentelli del quartierino” continua l’associazione di consumatori che da 10 anni denuncia “la “tracotanza” delle amministrazioni locali e assiste migliaia e migliaia di automobilisti nei ricorsi ai giudici di Pace in ogni angolo della Repubblica”.

 

“Ma ora - insiste l’associazione che riceve dal sito www.sosviaggiatore.com e dal centralino nazionale 199.44.33.78 decine di denuncie al giorno -, non basta montare il tipico caso clamoroso, sparando cifre di rimborsi impossibili e fare la solita “cagnara” all’italiana che alla fine significa non risolvere nulla”.

 

Per questo Telefono Blu mette a disposizione per i ricorsi tutti i propri uffici legali presenti in ogni cittā d’Italia. “Basterā contattarci -insiste la nota -, oltre che ai centralini ai portali di ogni provincia, digitando da qualsiasi motore di ricerca Telefono Blu e la Provincia di appartenenza”. Uno staff di legali č pronto ai ricorsi e poi Telefono Blu attiva una petizione on line per un disegno di legge che preveda l’obbligo dei 5 secondi fra il giallo ed il rosso del semaforo e l’obbligo di costruire rotonde negli incroci ritenuti pericolosi invece che installare i T Red . Non solo: l’associazione sta studiando il sistema per “costituirsi parte civile nei confronti dei Comuni, dei sindaci, degli assessori che abbiano fatto i “furbetti “ della serie : chi la fa l’aspetti”. Il presidente nazionale di Telefono Blu Pierre Orsoni rincara la dose: “č questa la vera rivoluzione per cui occorre scendere in piazza, alzare la testa per dichiarare che siamo cittadini e non sudditi”.

 


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