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20 milioni non leggono

I dati da un'indagine Istat sui libri e la lettura: il 12% non ha neanche un volume in casa Il 60% ha letto almeno un libro negli ultimi dodici mesi, il 37% nemmeno uno

Venti milioni non leggono: "Noioso". E chi lo fa preferisce i romanzi.

ROMA - Il successo crescente di manifestazioni culturali o editoriali come i festival della letteratura o il Salone del Libro di Torino fanno pensare all'Italia come a un Paese di lettori. Sorprende quindi scoprire che più del 12 per cento delle famiglie italiane non ha neanche un libro in casa. A rivelarlo è un'indagine Istat sulla lettura nel nostro paese, che conferma che le donne leggono più degli uomini e che il veicolo principale per indurre i ragazzi a leggere è l'elevato livello culturale dei genitori o, almeno, la presenza di libri in casa.

Secondo i dati forniti dal rapporto "I cittadini e il tempo libero", svolta dall'Istat a maggio 2006 sulla lettura di libri e il ricorso alla biblioteca, il 60,5 per cento della popolazione di 6 anni e più (pari a 33 milioni e 351mila persone) ha letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi. Le donne leggono più degli uomini: le lettrici sono infatti il 65 per cento rispetto al 55,8 per cento dei lettori. La quota di lettori è superiore al 70 per cento dagli 11 ai 24 anni, con un picco tra i 15-17enni (76,3 per cento), e decresce all'aumentare dell'età.

Tale quota è comunque superiore al 60 per cento fino ai 59 anni e diminuisce drasticamente solo tra le persone di 65-74 anni (44,5 per cento) e tra gli ultra settantacinquenni (28,3 per cento). Le differenze di genere sono presenti nelle età giovani e centrali (da 11 a 64 anni) e raggiungono il massimo tra 18 e 24 anni, con una differenza di 20 punti percentuali a favore delle donne.

I laureati leggono di più. Come è prevedibile, leggono di più laureati, dirigenti, imprenditori, liberi professionisti e impiegati: si va da un massimo del 91 per cento tra i laureati a un minimo del 40,1 per cento tra chi possiede una licenza elementare o non ha nessun titolo di studio. Le differenze si mantengono costanti anche a parità di età. Si legge di più nel Nord-ovest (67,5 per cento) e nel Nord-est (66,9 per cento), mentre nel Sud e nelle Isole la percentuale di lettori è di circa il 50 per cento. In posizione intermedia si colloca, invece, l'Italia centrale (62,3 per cento).

Chi non ha letto neanche un libro. Venti milioni e 300mila persone (il 37 per cento della popolazione di 6 anni e più) non hanno letto neanche un libro nei dodici mesi precedenti l'intervista. I non lettori sono soprattutto uomini (il 41,6 per cento rispetto al 32,7 per cento delle donne) e adulti (oltre il 36 per cento nella popolazione di 55 anni e più, con un picco del 69,7 per cento tra gli anziani di 75 anni e più); prevalgono tra le persone con basso titolo di studio (il 57,4 per cento delle persone che possiedono la licenza elementare o nessun titolo non hanno letto neanche un libro nei 12 mesi precedenti l'intervista), tra i pensionati (53,8 per cento), le casalinghe (43,2 per cento), gli operai (44,1 per cento) e i lavoratori autonomi (40,7 per cento).

Noia e mancanza di tempo libero. La noia della lettura è la motivazione principale (29,8 per cento); seguono la mancanza di tempo libero (25,2 per cento), il preferire altri svaghi (19,6 per cento), i problemi di vista, i motivi di salute, l'età anziana (14,5 per cento), il preferire altre forme di comunicazione (11,6 per cento), la troppa stanchezza dopo aver lavorato, studiato o svolto le faccende di casa (10,1 per cento).

Le altre motivazioni di chi non legge. Tra i tanti che non leggono, vengono scarsamente indicate motivazioni quali il costo eccessivo dei libri (5,5 per cento), la complessità del linguaggio contenuto nei testi (4,2 per cento), il non avere un posto tranquillo dove mettersi a leggere (0,7 per cento) o l'assenza di librerie e edicole vicino casa (0,8 per cento) o di biblioteche (0,7 per cento). E' interessante, inoltre, notare che l'8,3 per cento dei non lettori (pari a 1 milione e 700mila persone) dichiara come motivazione di "non lettura" il non saper leggere o il leggere male; in particolare, questa motivazione raggiunge il massimo tra i bambini da 6 a 10 anni (16,8 per cento) e tra gli anziani di 65 anni e più (12,4 per cento tra 65-74 anni e 16,1 per cento dopo i 75 anni).

I lettori deboli. I lettori deboli (chi ha letto da uno a tre libri negli ultimi 12 mesi) sono il 31,4 per cento dei lettori nel tempo libero. I lettori medi (da quattro a sei libri) sono il 25,2 per cento e i lettori forti (ossia chi ha letto sette libri o più) sono il 34,7 per cento. Solo il 14,4 per cento ha però letto più di dodici libri in un anno.

Romanzi i più letti. Per fortuna i ragazzi tra gli 11 e i 24 anni leggono più della media (è l'effetto Harry Potter), libri di fantascienza, libri di fantasy, horror, libri umoristici e libri a fumetti. Le persone tra i 25 e i 59 anni leggono in media più romanzi e racconti di autori stranieri, gialli e/o noir, libri di scienze sociali, umane, ecc, guide turistiche e tutte le tipologie di libri pratici come quelli per gli hobby e il tempo libero, libri sulla salute, libri per la casa e i manuali pratici. Infine le persone di 60 anni e più leggono più della media romanzi e racconti di autori italiani, libri di religione, libri d'arte e libri per la casa.

Lettori morbidi. L'indagine rileva anche le persone che, pur non dichiarandosi lettori di libri, hanno in realtà letto uno o più libri nel corso dell'anno. Tali lettori, definiti morbidi, sono nel 2006 circa 7 milioni di persone pari al 12,8 per cento della popolazione di 6 anni e più.

I laureati presentano il valore più basso (4,3 per cento) a conferma di una maggiore familiarità con il bene libro, che viene immediatamente riconosciuto e ricordato come tale. Il valore più alto si riscontra per i diplomati di scuola media inferiore (16,5 per cento).

Il 12% non ha neanche un libro in casa. Nel 2006 l'84,1 per cento delle famiglie dichiara di possedere libri in casa: il 62,6 per cento delle famiglie possiede in casa al massimo 100 libri (il 32,5 per cento fino a 25 libri, il 30,1 per cento da 26 a 100 libri), meno di un quarto dichiara di possederne più di 100 (21,5 per cento), mentre il 12,3 per cento dichiara di non possederne (pari a 2milioni e 800mila famiglie).

Chi ha oltre cento libri in casa. Le quote maggiori di famiglie con oltre 100 libri in casa si riscontrano nel Centro-nord, dove circa un quarto delle famiglie residenti possiede 100 o più libri, mentre nel Sud tale quota scende sotto il 16 per cento. L'accostamento alla lettura è un processo di difficile interpretazione e condizionato da un numero considerevole di fattori psicologici, relazionali, sociali e culturali. Sul versante familiare gli stimoli offerti dai genitori possono influenzare in modo determinante l'interessamento alla lettura di bambini e ragazzi.

Chi ha in casa un'enciclopedia. Il 58,4 per cento delle famiglie ha in casa almeno un'enciclopedia su carta (che tuttora è considerata il libro indispensabile): il 30,2 per cento ne possiede una, il 14,1 per cento due e il 14,1 per cento tre o più. Le famiglie che non ne possiedono alcuna sono pari al 41,6 per cento del totale. Analogamente a quanto accade per i libri, nel Sud e nelle Isole si registrano le percentuali più alte di famiglie che non possiedono enciclopedie su carta (rispettivamente 45,4 per cento e 47,6 per cento), mentre nel Centro-nord le quote scendono sotto il 40 per cento.

In particolare in Sicilia, Puglia e Basilicata la percentuale di famiglie che non possiedono enciclopedie su carta supera il 49 per cento, mentre quella più bassa si riscontra nel Lazio (30,8 per cento).

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