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GDO ovvero grande distribuzione

 

La Gdo spesso e' meno controllata dai consumatori che nella piccola distribuzione e con questa iniziativa intendiamo raccogliere tutte le denunce.

 

Vi offriamo alcuni esempi senza nome ma che corrispondono a fatti veri e visti:

 

tattica del cestello, ovvero nell'immediato ingresso pongono dei cestelli metallici pieni zeppi dell'articolo "di stagione" nel caso da me verificato erano capi di abbigliamento, settore di cui parlo con cognizione di causa per le mie esperienze lavorative precedenti,all'interno dei cestoni merce alla rinfusa dove il consumatore preso dalla febbre dell'acquisto, smanazza all'interno,alla ricerca del capo di proprio gusto. Nulla da obiettare se non che i prezzi  sui singoli capi non sono esposti. Solo un cartello sopra la nostra testa ci indica che il prezzo dei capi e' a soli x euro. Inoltre i capi in questione sono dei nuovi arrivi, merce percio' regolarmente acquistata o stokkata dai fornitori proprio per l'occasione dei saldi. In effetti i capi che ho visionato non li avevo mai visti in precedenza. Prassi consolidata che i prodotti promossi con tanta enfasi nei volantini non ci siano. Attenzione all'asterisco salva-tutto che ci avverte con la dicitura "fino ad esaurimento merce o x numero di pezzi. "Una bella trovata per aggirare le promesse, attirare il consumatore e salvare la faccia. Altro articolo, le cornici, accanto ai famosi cestoni metallici, vi e' uno scaffaletto con delle cornici a prezzi interessanti,peccato pero' che non siano state presenti nell'ipermercato prima dei saldi; infatti le cornici "solite" non sono state messe a saldo e risultano in vendita con lo stesso prezzo. Non ho notato che i prodotti avessero una etichetta apposta con il prezzo originario, la percentuale del saldo, il prezzo finale scontato, che devono essere tutti dello stesso carattere tipografico.


Medesima situazione del  concorrente diretto e competono anche in scorrettezze. Prezzi invisibili, percentuali mancanti, articoli mai visti, ecc., ecc.


Altra trovata dell'ingegno d'oltralpe, la carta  che ha permesso con questo escamotage di vendere tutto a saldo in tempi anticipati. Ovvero il fortunato possessore della Card puo' ottenere lo sconto promesso dai cartelli esposti all'interno del punto vendita. Non mi risultano merci nuove ma la cosa incredibile e' l'ottenimento della card: ci si presenta in cassa si chiede se gli articoli che hai in mano sono scontati e il personale risponde affermativamente, basta compilare un piccolo formulario con i dati personali. Nessuno si prende la briga di controllare con un documento del cliente se i dati scritti corrispondano a realta', ed il gioco e' fatto. In un altra sede mi presentavo con la card alla cassa e il personale mi diceva: no non si preoccupi e' uguale. Sullo scontrino il prezzo risultava con "sconto dalla sede". (prima della data inizio saldi ovviamente).


Qui sulle vetrine capeggiano scritte pubblicitarie che promettono sconti di varie percentuali, basta cercare il bollino corrispondente alla percentuale di saldo. Entro fiducioso e mi rendo conto che trovare questi famosi bollini e' quasi impossibile, la maggior parte della merce non e' a saldo, ne chiedo conferma ad una signora accanto a me che con le mani tra le felpe mi dice anche io non ho capito granche'. Arrivo alla cassa e un addetto alla mia rituale domanda (sono in saldo questi capi?) mi risponde negativamente. Pago ed esco.


Qui i capi da me controllati precedentemente (avevo visto delle camice che poi ho acquistato a saldo) risultano essere congrui, peccato pero' che al lato della galleria, in 2 diverse occasioni, stazioni troppo spesso un camion che scarica in continuazione merce (nel caso da me visto abbigliamento femminile); mi avvicino al camion e dico carine ste cose ma dove le compro: da .......

et voila' nuovi arrivi anche qui dunque.


IL TEOREMA DEI SALDI

Che sia chiara una cosa: i saldi sopra il 50% sono nel 95% dei casi saldi falsi. Puo' capitare che un rivenditore voglia monetizzare il magazzino e che metta dei capi sottocosto ma leggete qua:

 

PREZZO DI ACQUISTO = 100 + IVA 20% = 120

% DI RICARICO SUL PREZZO DI ACQUISTO 100% = 120 + 100 = 220

 

Avremo dunque 220 come prezzo ipotetico di vendita al pubblico. Proviamo a sottrarre il 70% (154 di sconto), prezzo alla vendita 66 !!

Ora vorrei conoscere l'imprenditore che acquista un bene a 120 e lo rivende a 66 .Semplice, non esiste.

Provate anche ad aumentare la percentuale del ricarico ma vedrete che la cosa non cambia poi di molto. Nessuno compra per vendere sottocosto.

La prova provata? Controllate le ricariche applicate sulle dichiarazioni... Sono di molti inferiori al 100%, la GDO inoltre movimenta tutti gli articoli con il barcode e ad un controllo risulterebbe estremamente semplice risalire al percorso della merce.(ante o post saldi)

 

DURA LEX SED LEX

Ma vale solo solo per il "Sor Peppino" sottocasa,spiato dalla polizia municipale,additato come uno speculatore dai tg, contestato ad ogni vendita dal cliente. E per la GDO ? tutto tace... mai visti agenti annonari o municipali a sorvegliare o controllare. Si tollera .. alla faccia del "Sor Peppino" che si ritrova in mano un verbale ricco di articoli ed Euro per aver scritto male un prezzo in vetrina...o peccato mortale di non averlo messo ... dura lex sed lex. :))

 


I SITI DEL GRUPPO TELEFONO BLU: SOS Consumatori - SOS Viaggiatore - Cittą Sicure - Telefono H - SOS Vacanze

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