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Anziani: 1 su 5 ha meno di 65 anni

Istat, un italiano su 5 ha almeno 65 anni. Il 47,5% si lamenta delle proprie finanze. L'insoddisfazione per la propria situazione economica e' piu' alta al Sud (58,1%), mentre e' alta la soddisfazione per la famiglia (90%) e per le relazioni con gli amici (80%)

Un italiano su cinque ha almeno 65 anni, crescono anche gli ultraottantenni ROMA - Un Paese con una popolazione sempre piu' vecchia, che mostra un saldo positivo solo grazie all'apporto degli immigrati. Con problemi vecchi: un eccesso di procedimenti pendenti nei tribunali civili e penali, l'affollamento sempre maggiore delle carceri, la difficolta' di accesso ai servizi di pubblica utilita', da quelli sanitari all'erogazione di acqua ai trasporti pubblici. Ma tutto sommato ottimista, innanzitutto per quel che riguarda il privato: il 90 per cento degli italiani si dichiara soddisfatto delle proprie relazioni familiari e l'80 per cento dei propri amici. E anche per gli aspetti piu' critici: nel 2006 il 73,1 per cento degli italiani valuta come buono il proprio stato di salute, ma il 47,5 per cento si dichiara poco o per nulla soddisfatto della propria situazione economica.

Sono alcuni degli aspetti che emergono dall'Annuario statistico italiano 2006, presentato stamane dall'Istat, oltre 800 pagine di dati, tabelle e analisi sociali ed economiche.

Popolazione in aumento solo grazie agli immigrati. Alla fine del 2005 i residenti in Italia risultavano 58.751.711, circa 290.000 in piu' rispetto all'anno precedente. Ma tale incremento, ricorda l'Istat, e' dovuto esclusivamente "al saldo attivo del movimento migratorio (+302.618 unita')", perche' la differenza tra nascite e morti torna a pendere dal lato delle seconde, dopo che nel 2004 aveva invece fatto registrare per la prima volta dal 1992 un saldo positivo. La fecondita' delle donne italiane rimane stabile (1,32 figli contro 1,33 dell'anno precedente), il che fa rimanere l'Italia tra i Paesi meno prolifici dell'Unione Europea. Per la prima volta il Nord (1,33) presenta un tasso di fecondita' totale superiore a quello delle regioni del Mezzogiorno. Il Centro registra un tasso di 1,27 figli per donna.

Italiani 'piu' vecchi'. Di conseguenza, la popolazione italiana continua a invecchiare: l'indice di vecchiaia (che misura il rapporto tra la popolazione ultrasessantacinquenne e quella con meno di 15 anni) ha registrato al 1° gennaio 2006 un ulteriore incremento, passando dal 137,8 per cento dell'anno precedente al 140,4 per cento. Ormai, quasi un italiano su cinque raggiunge i 65 anni. E' in aumento anche la popolazione di quelli che la statistica definisce 'i grandi vecchi', cioe' gli ultraottentenni, che hanno superato il 5 per cento del totale della popolazione. L'Italia continua a rimanere nell'Unione Europea il Paese con la maggiore percentuale di anziani.

Come si sentono gli italiani. Le varie indagini su come gli italiani percepiscono la propria situazione personale (finanziaria, familiare, di salute) danno risultati piuttosto positivi. Nel 2006 il 73,1 per cento della popolazione residente in Italia valuta buono il proprio stato di salute (c'e' un leggero arretramento rispetto al 73,4 per cento del 2005. Si registra pero' una forte differenza tra uomini (76,9 per cento) e donne (69,5 per cento).

La situazione economica. Scarsa ma tutto sommato stabile la soddisfazione degli italiani per la propria situazione economica. Le persone per niente o poco soddisfatte sono il 47,5 per cento (nel 2001 erano il 33,2 per cento), mentre si dichiarano soddisfatti il 50,2 per cento degli intervistati (nel 2001 la percentuale era del 64). Naturalmente si registra il consueto divario tra Nord, Centro e Sud: la percentuale degli 'insoddisfatti' della propria situazione economica infatti e' rispettivamente del 39,6, 46,8 e 58,1. Il 76,8 per cento degli occupati si dichiara molto o abbastanza soddisfatto della propria situazione lavorativa: la percentuale sale al 79,8 al Nord e scende al 71,5 al Sud.

La famiglia e le amicizie. Un divario 'geografico' si registra anche sotto il profilo della soddisfazione per le relazioni familiari. Se ne dichiara soddifatto il 90 per cento delle persone dai 14 anni in su, e solo l'1,5 per cento le giudica per niente soddisfacenti. Mentre oltre l'80 per cento degli intervistati si dichiara soddisfatto delle relazioni con gli amici. Ma per entrambe le categorie di relazioni, osserva l'Istat, "il livello di soddisfazione e' piu' alto nel Nord".

Le malattie piu' diffuse. Il 36,6 per cento dei residenti in Italia dichiara di essere affetto da almeno una delle principali patologie croniche, mentre il 19,6 per cento ne dichiara due o piu'. Le malattie maggiormente diffuse sono l'artrosi/artrite (18,3 per cento), l'ipertensione (14,2 per cento), le allergie (8,7 per cento) e l'osteoporosi (7,2 per cento). Aumenta il consumo di farmaci, che riguarda il 39 per cento della popolazione (43,7 per cento di donne contro il 34,1 per cento di uomini) contro il 37,3 per cento del 2005. Tra gli anziani tuttavia la percentuale sale all'84,6 per cento.

Gli uomini fumano di piu'. Se tra il 2003 e il 2005 si era registrata una riduzione di circa due punti percentuali dei fumatori, nel 2006 la percentuale si stabilizza al 22,7 per cento delle persone di 14 anni e oltre. Fumano piu' gli uomini (28,8 per cento) delle donne (17 per cento). Le regioni con la quota piu' elevata di fumatori sono la Campania (26,9 per cento), il Lazio (25,7 per cento) e la Sicilia (25,5 per cento).

Giustizia, carceri sempre piu' affollate. Sui procedimenti pendenti presso i tribunali civili e penali le cifre dell'Annuario Istat si riferiscono al 2004. I procedimenti civili sopravvenuti in primo grado sono aumentati del 2,8 per cento, mentre i delitti per i quali l'autorita' giudiziaria ha dato inizio all'azione penale sono cresciuti del 2,7 per cento. Nel 2005 e' cresciuto l'affollamento nelle carceri italiane: alla fine dell'anno scorso c'erano 59.523 detenuti, il 6,2 per cento in piu' rispetto all'anno precedente. Il rapporto tra detenuti presenti e posti letto ha raggiunto il 1.385,8 per mille; nel 2004 era al 1.319,9 per mille. Aumentano i detenuti tossicodipendenti (che passano dai 15.558 del 2004 a 16.135) e sieropositivi. E aumenta anche la percentuale di detenuti stranieri, che passa al 33,3 per cento del totale dal 31,8 per cento del 2004.

Scuola, aumentano le iscrizioni. Gli alunni iscritti all'anno scolastico 2004-2005 sono stati 8.872.546, circa 21.000 in piu' rispetto all'anno precedente. Ad aumentare sono in particolare gli alunni delle scuole d'infanzia e quelli delle scuole secondarie di secondo grado. E aumenta anche la quota di italiani con qualifica o diploma di scuola secondaria superiore, ormai pari al 31,9 per cento (9,1 per cento per le lauree).

Le lauree che favoriscono l'inserimento. L'Universita' attrae sempre piu' giovani, ma sei su cento ogni anno abbandonano. Le migliori opportunita' di inserimento professionale dei laureati si presentano ai giovani provenienti dai corsi di ingegneria (l'81,6 per cento svolge un lavoro continuativo iniziato dopo il conseguimento della laurea), chimico-farmaceutico (72,5 per cento), economico-statistico (68,1 per cento) e architettura (60 per cento).

Il tempo libero. La graduatoria delle attivita' del tempo libero stilata nel 2006 dall'Istat vede al primo posto il cinema (48,9 per cento), seguito dalle visite a musei e mostre (27,7 per cento), spettacoli sportivi (27,3 per cento), discoteche e balere (24,8 per cento), visite a siti archeologici e musei (21,1 per cento), teatro (20 per cento), concerti (19,5 per cento), concerti di musica classica (9,4 per cento). Il 94,2 per cento della popolazione dai tre anni in su guarda la televisione almeno qualche giorno la settimana, il 63 per cento ascolta la radio.

L'accesso ai servizi pubblici. Il 2005 mostra qualche segno di miglioramento sotto il profilo della fruizione dei servizi di pubblica utilita', pero' il 54,8 per cento delle famiglie denuncia difficolta' di accesso al pronto soccorso, il 39,4 per cento problemi con le forze dell'ordine, il 35,2 con gli uffici comunali e il 30,9 per cento con i supermercati. I tempi di attesa per l'erogazione dei servizi continuano a essere eterni soprattutto alla Asl, dove il 43,8 per cento degli utenti e' stato in fila per oltre 20 minuti.

Crescono i depositi bancari. Alla fine del 2005 l'ammontare dei depositi bancari ha superato i 690 miliardi di euro, con un incremento di 46 miliardi rispetto all'anno precedente, corrispondente a una percentuale del 7,2. Gli sportelli bancari sono 31.498, pari a 5,4 ogni 10.000 abitanti, con le consuete differenze territoriali: in Trentino Alto-Adige se ne contano 9,5 ogni 10.000 abitanti, in Calabria 2.6.


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