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Gli aeroporti inutili e inutilizzati d'Italia

Sono 102 gli scali, a volte solo con 16 passeggeri all'anno. Ultimo arrivato Viterbo

Malpensa e Fiumicino, ma non solo. Sono 102 gli aeroporti sul territorio nazionale, con la recentissima aggiunta di Viterbo come terzo scalo del Lazio. Non sembra finire qui: la Sicilia, che ha già 6 aerostazioni e che nel 2008 vedrà l'arrivo di Comiso, vede le richieste di Messina, Agrigento ed Enna. Andando avanti così, quella degli aeroporti italiani rischia di diventare una lunghissima lista di opere inutili.

La mancanza di una programmazione rischia di creare più sprechi che benefici, e le risposte negative non fermano i progetti. Ad Agrigento, nonostante il parere negativo dell'Enac, hanno già predisposto lo studio di fattibilità e recuperato 35 milioni di euro, in gran parte grazie alla Regione. A Siena si starebbe pensando di ristrutturare lo scalo di Ampugnano, con spesa prevista di 70 milioni, per un traffico che solo nel 2020 potrebbe arrivare a sfiorare i 500 mila passeggeri. Piccolo problema: sembra che sulla pista non possano atterrare neanche i piccoli Atr.

Il grosso dei passeggeri si concentra su pochi poli: Milano (Malpensa, Linate, Orio al Serio) vede 36,5 milioni di passeggeri, Roma (Fiumicino e Ciampino) 34,6, il Veneto (Venezia-Treviso) è terzo con 7,6. Altri 11 scali, non arrivano a 100 mila utenti e 9 stanno sotto il mezzo milione. Secondo gli esperti, sotto il milione di passeggeri annuali, si lavora in perdita. Che dire allora di Taranto, che nel 2006 ha visto solo 16 passeggeri? E Vicenza con un solo volo al giorno?

L'Alitalia serve 19 scali, mentre gli altri tirano avanti con compagnie minori o low cost, usufruendo comunque dei finanziamenti. Non di certo irrisori, dato che comprendono anche le spese per la viabilità accessoria, i parcheggi, i servizi anti-incendio e i controlli doganali. Dagli anni '80, sono stati spesi ben 2,5 miliardi di euro in questo tipo di infrastrutture: 680 milioni su Fiumicino, 420 per Malpensa, mentre tutti gli altri scali si sono divisi 550 milioni di euro di fondi dello Stato, 500 milioni di fondi Ue e 200 milioni messi a disposizione dalle Regioni.

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